

Breve
briefing sulle norme di sicurezza e i ruoli in barca e usciamo: siamo in
quattro più la conduttrice e un aiuto.
Ci viene
spiegato come possiamo essere utili e con calma mettiamo la “prua al vento” e
issiamo la vela principale, arancione, visibilissima. La barca già accoglie il
vento sulla tela mentre ci si prepara a issare la vela davanti, il “Genova”:
magicamente eseguendo le azioni richieste, tirando , mollando cose dai nomi che
gradualmente impariamo la barca si piega leggermente, il motore viene spento e ...difficile
spiegare la sensazione di leggerezza, libertà, incanto che proviamo muovendoci
silenziosamente con il solo rumore dello
sciabordio dell’acqua sullo scafo, del passaggio dell’aria sulle vele. Per
qualche istante c’è il silenzio, ascoltiamo, sentiamo e guardiamo una terra
stupenda vista dal mare: verde, vellutata tra l’azzurro chiaro del cielo e il
blu carico del mare.
Portiamo con
noi intensa questa emozione prima di tutto e poi l’eccitazione delle manovre di
virata, il piacere di cominciare a capire dove mettere le mani, il clima di
amicizia che si crea dopo la prima manovra fatta insieme e poi il tuffo nelle
acque splendide dietro l’isolotto di Vivara, l’ottimo pic nic all’ombra del
tendalino, il ritorno di “bolina”, le manovre per ammainare le vele prima di
rientrare in porto: da qualche parte è scritto che “In mare la felicità è una cosa semplice”…vero!